GIUSTIZIA INGIUSTA ALLE PORTE ...

Il giorno 5 ottobre prossimo, nuovo processo 'monstre' a carico dell' avvocato Edoardo Longo avanti al solito tribunale di Pordenone. Un processo totalmente infondato, pari a quello del 28 settembre. Anzi di più : come ho scritto, questo processo ( la cui storia e retroscena è spiegata nell' articolo at http://antizog.splinder.com/post/9141450/malagiustizia ) , addirittura è totalmente illegale, perchè sull'accusa di era già pronunciato nel 2001 il tribunale di Pordenone con il giudice delle indagini preliminari dott. Spisani che la aveva archiviata assolvendo l'accusato. Nonostante ciò il pubblico ministero Federico Facchin, ha voluto ricominciare il processo , senza tuttavia chiedere l'autorizzazione a procedere al tribunale che gliela avrebbe chiaramente negata ....

Nascondendo agli occhi del tribunale la precedente archiviazione, il PM Facchin ha ricominciato daccapo il processo all' avvocato Edoardo Longo, in modo del tutto illegale. per legge, un siffatto secondo procedimento, non autorizzato, è illegale perchè viola il principio per il quale nessuno può essere processato due volte per lo stesso fatto. E' obbligatorio chiuderlo immediatamente con una sentenza di "non doversi procedere perchè l'azione penale non poteva essere iniziata". Ma questo processo improcedibile procede addirittura da SEI ANNI .....

Il 5 ottobre la sentenza, ritardata da oltre due anni dal tribunale, in evidente imbarazzo per dover assolvere l'imputato....
Riuscirà il tribunale di Pordenone, dopo la assoluzione del 28 settembre ( chiesta anche dal nuovo procuratore della repubblica) , ad essere onesto di nuovo una seconda volta e ad assolvere l'avvocato Edoardo Longo ? ...Anche se l'avversario dell'imputato questa volta è un 'pezzo da novanta ', cioè l' ex presidente dell 'ordine degli avvocati ed ex senatore della repubblica ed ex sottosegretario in commissione giustizia al Senato, il democristiano ( in questo caso non 'ex' : quello resta democristiano finchè campa, sperando di sotterrare nel frattempo gli altri cantando sulla loro tomba << Bianco fioooreee !!>> ) Luciano Callegaro ?

E' troppo chiedere alla magistratura di essere onesta almeno due volte di seguito e assolvere un imputato innocente dopo sei anni di un processo che non poteva neppure essere iniziato perchè l'imputato era già stato assolto ? Anche se l'imputato è lo schifoso 'neonazista' Edoardo Longo ?
Al 5 ottobre l'ardua sentenza ......
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ASSOLTO L'AVVOCATO EDOARDO LONGO

Meglio tardi che mai. In data 28 settembre 2006, il giudice del tribunale di Pordenone dott.ssa Roberta Bolzoni ha assolto con la formula più ampia ("perchè il fatto non sussiste") l'avvocato Edoardo Longo, accusato della micidiale quanto assurda accusa di infedele patrocinio. L'accusa è micidiale per un avvocato perchè comporta la radiazione automantica dall'albo degli avvocati. Obiettivo che - guarda caso - da anni varie lobbies ebraiche fra cui la potentissima Anti-Defamation-League vanno declamando nei confronti di Edoardo Longo, 'reo' di essere autore di scritti e libri vigorosamente antiebraici. E i libri dell'inquieto avvocato-scrittore centrano anche in questa vicenda ... ma andiamo con ordine.
L'interminabile odissea di questo processo è descritta in un lungo articolo pubblicato sul blog personale dell'imputato ( http://antizog.splinder.com/post/9027786 ). E gli atti processuali sono disponibili on line sul sito della comunità politica di "Fronteggiando" ( http://xoomer.alice.it/solidarieta-per-longo/PROCESSO_ISLAMICO.html ). Ma in due parole la vicenda è presto riassunta.
Nel giugno 2000 l'avvocato Edoardo Longo viene nominato difensore d'ufficio di taluni maghrebini che avevano occupato abusivamente un casello ferroviario dismesso e sito nella campagna friulana di S.Vito al Tagliamento ( cfr. " Quattro marocchini in un casello " http://www.ecn.org/gatanegra/antifa/dossier/disney.html ). L'avvocato Longo ha il sentore che da queste persone gli sarebbero sorti dei problemi connessi alla sua attività politica anti-immigrazionista e chiede subito al procuratore della repubblica di essere sostituito da altro difensore d'ufficio. Longo ne spiega le ragioni : ha subìto diversi atti di repressione politico-giudiziaria per la sua pubblicistica anti-immigrazionista, fra cui il sequestro delle bozze del suo libro "conflitto razziale" presso le edizioni di Ar. Allega una interpellanza del senatore Serena ( all'epoca senatore della Lega Nord) . La richiesta è legittima. E alla luce del sole. E, del resto, il pubblico ministero può anche respingerla. Non può però ignorarla, questo è certo. Ma le cose non sarebbero andate nè secondo logica, nè secondo diritto.

Intanto, l' avvocato Longo avverte correttamente con una lettera gli indagati di aver chiesto la sostituzione per ragioni personali e informa che la procura deciderà in proposisto nel giro di pochi giorni. Pochi giorni ? Mah...in realtà la procura lasciò tutti nella incertezza più assoluta e ottemperò all'obbligo della decisione nominando un altro legale d'ufficio solo sei mesi dopo, nel dicembre 2000 ! (senza mai esprimersi sulla istanza del legale).
Nel frattempo cosa successe ? Molte cose, e nessuna delle quali onorevole per la magistratura e la giustizia. Presto detto. Il pubblico ministero Fabio Moretti ordinò alla polizia giudiziaria del 'super-ispettore' Della Bianca di accertare se l'impedimento addotto dal legale fosse vero o no. Cosa avreste fatto , voi, persone normali, a questo punto, se foste stati il 'super-poliziotto' Della Bianca ? Ovvio : avreste telefonato al Senatore Serena per sapere se la interpellanza depositata dall'avvocato Longo era vero o no, e per avere ragguagli sui sequestri dei libri anti-immigrazionisti dell' autore e sulle sue vicissitudini politiche . Sciocchi ! Si vede che voi non siete un super-poliziotto ! Il super-poliziotto Della Bianca non telefonò a Serena. Macchè. Convocò invece i maghrebini. Meglio : solo uno dei quattro , scegliendolo ' a caso '( a caso ? ...mica poi tanto..) ... Questi si presentò in procura. Era amico di un ambiguo frequentatore della Questura , un tipo senza lavoro ufficiale, che viveva d espedienti fra cui quello di compilare a strozzo le domande di soggiorno degli extracomunitari, millantando le sue amicizie in polizia. Quando uscì dagli uffici della procura il maghrebino aveva sporto una querela contro l'avvocato Edoardo Longo. Querela che prima non era mai stata sporta nè da lui, nè dagli altri maghrebini. Querela con l'accusa gravissima di infedele patrocinio. Perchè ? Perchè sottoscrisse il verbale (redatto dal superpoliziotto) che affermava che il legale " non aveva fatto niente per lui" e gli aveva solo scritto di aver richiesto la sostituzione. Il maghrebino si dimenticò nel verbale di precisare che nè lui, nè i suoi amici si erano mai curati di chiedere al legale di fare alcunchè per loro ... Quando venne redatta tale querela erano passati mesi, ma il procuratore della repubblica ancora non si era pronunciato sulla tempestiva richiesta di sostituzione avanzata dal legale ! (interrogato anni dopo dal giudice al processo contro Longo, il maghrebino dichiarò che lui quella volta non voleva sporgere querela, ,ma era stato costretto a farlo).
A quel punto per il superpoliziotto la indagine sulla repressione politica subita dall'avvocato Longo era finita. E il Senatore Serena, chiederete voi ? E il libro sequestrato dalla Digos di Verona all'avvocato-scrittore ? Nessun accertamento. Il superpoliziotto portò al pubblico ministero Moretti solo la dichiarazione accusatoria fatta firmare al maghrebino riluttante. Del resto se ne è fregato. Complimenti, ispettore.
Il pubblico ministero , a quel punto, grazie all'intervento del superpoliziotto , accusò l'avvocato Edoardo Longo di infedele patrocinio nei confronti dei maghrebini ( pure di quelli che non erano stati sentiti dal Della Bianca ! ) . Immediato il rinvio a giudizio del legale. Un vero blitz. Nel frattempo però il pubblico ministero si era dimenticato - per oltre sei mesi - di provvedere alla nuova difesa dei maghrebini. E di sentire il senatore Serena, per sapere se il motivo addotto dall'avvocato Longo era vero o no. Sciocchezze, queste ! Importava solo trovare il modo a tutti i costi di rinviare a giudizio l'avvocato Longo per farlo radiare una buona volta dall'albo degli avvocati. Come da copione. Un copione scritto probabilmente altrove....

Puntuale arrivò infatti ( lo dubitavate ?) il rinvio a giudizio dell' avvocato Edoardo Longo, che venne trascinato a giudizio ben prima dei maghrebini, mentre stava ancora aspettando la risposta della procura sulla sua richiesta di sostituzione...
L' 'indagine' era finita con successo. Con rara ed inusitata rapidità. Non prima di un autentico colpo da maestro finale del difensore d'ufficio di Longo, certa Chiandotto Paola, pure esponente della Lega-Nord : tale legale, ricevuta una lettera del suo assistito in cui costui si confidava con lei a cuore aperto (sentendosi rassicurato dalla militanza politica leghista di costei - poi passata ai Democratici di Sinistra e ora, trombata alle elezioni, ritornata come se niente fosse nell'indulgente ovile che fu di Umberto Bossi , che gente del genere ai suoi tempi avrebbe cacciato a calci dal suo partito ) , esprimendosi in toni non molto lusinghieri nei confronti della procura (il legale accusava la procura di persecuzione e di avvalersi di immigrati senza scrupoli e pronti a vendersi : non ci voleva un indovino per fiutare la cosa..) , non trovò niente di meglio da fare che informarne subito il procuratore e consegnargliela personalmente. Che sia forse questo un comportamento di infedele patrocinio ? La squallida vicenda è narrata nel seguente documento :
http://italy.indymedia.org/uploads/2006/09/chiandottoespostoxmarokki.pdf
Prima che l'avvocato Chiandotto chiedesse lei direttamente la condanna e radiazione del suo 'assistito' al pubblico ministero , l' imputato nominò un difensore di fiducia nella persona dell' avvocato Giovanni Adami di Udine che lo difese fino alla fine.
Il processo contro il legale cominciò in pompa magna, con rituale 'soffiata' ai giornali locali, e con rapidità inusitata, salvo poi bloccarsi quando apparve evidente a tutti che l'imputato doveva essere assolto con tante scuse . L'imputato convocò in tribunale vari testimoni per provare che effettivamente lui era stato perseguitato per le sue idee politiche.
Venne ascoltato il dott. Claudio Claretti che confermò che Longo era finito da anni sulla 'lista nera' degli avversari dell' ebraismo internazionale. Che aveva anche avuto minacce di morte da parte di gruppi della estrema sinistra immigrazionista. Circostanza confermata anche dal dirigente del Fronte Veneto Skinheads Piero Puschiavo. Manlio Portolan, dirigente del Fronte Sociale Nazionale, oltre a confermare tali retroscena, precisò che il suo movimento nel 2003 aveva anche organizzato una conferenza-stampa a Trieste sulle minacce di gruppi sionisti nei confronti dell'imputato cfr http://groups.yahoo.com/group/Bollettino_FT/message/104 ). Importante fu poi la deposizione del dott. Franco Freda, editore delle Edizioni di Ar e già reggente del Fronte Nazionale. Egli confermò la vicenda del sequestro del libro, la collaborazione di Edoardo Longo con la casa editrice del suo movimento politico e in particolare rese una importante dichiarazione. Affermò di sapere che almeno dal 1992 Edoardo Longo era nel mirino di settori della polizia politica (in particolare della Digos ) che cercavano di 'incastrarlo ', poichè quando egli venne interrogato durante le indagini sul Fronte Nazionale, gli vennero poste varie domande sulla appartenenza di Edoardo Longo al F.N. , domande che avevano il fine dichiarato di incriminarlo. Superfluo sottolineare come il dott. Freda non cooperò alla inziativa per incriminare il suo collaboratore , a differenza di quello che invece fecero, in altre circostanze, altri dirigenti neo-fascisti, quali i segretari del Movimento Fascismo e Libertà Carlo Gariglio e Giuseppe Martorana. Il testo integrale della dichiarazione del dott. Freda è on-line sul sito di Edoardo Longo : http://www.splinder.com/mediablog/edr88/media/9404399 ).

La discussione finale del processo venne rinviata d'ufficio per anni. Per il tribunale di Pordenone la assoluzione era molto scomoda da pronunciare. In data 28 settembre 2006, finalmente la sentenza che non poteva più essere rinviata pilatescamente. Lo stesso pubblico ministero dott. Giorgio Cozzarini ( subentrato al Moretti medio tempore trasferito a Venezia ) , nella sua requisitoria ha chiesto la assoluzione perchè il fatto non sussiste e ha a lungo evidenziato lo scorretto modo di operare del precedente pubblico ministero. In particolare , ha sottolineato come costui abbia omesso per circa sei mesi ( dal giugno 2000 al dicembre 2000 ! Ma lo ha fatto apposta, mi chiedo ?) di decidere sula legittima richiesta di sostituzione del difensore. Poteva anche respingerla, ma non poteva assolutamente tenerla inevasa per tutto quel tempo, cagionando un danno anche agli indagati stessi, rimasti nella incertezza a causa dell'enorme ritardo dela procura. Dott. Moretti, chi è che se ne frega degli extracomunitari ? E doveva pure accertare, prima di tutto, anche se la istanza era fondata o meno : circostanza che l'ispettore Della Bianca ha eluso furbescamente e ha totalmente evitato di fare.Certamente con dolo. Insomma, anche per la procura di Pordenone, oggi, il comportamento del precedente pubblico ministero e del suo braccio destro, il fido super-poliziotto, è stato raggelante e disgustoso. E' chiaro : il pubblico ministero Moretti aveva accusato di infedele patrocinio il legale per il fatto assai vago di una generica e asserita "inerzia" difensiva. Che dire allora della inerzia del pubblico ministero, che ha omesso di decidere per oltre sei mesi su una richiesta precisa , cioè sulla istanza del legale, privando di difesa i maghrebini ? Il pubblico ministero Moretti, a voler seguire il suo ragionamento , avrebbe allora dovuto rinviare a giudizio se stesso ! ... La procura aveva rinviato a giudizio il legale nazionalista inviso ai poteri forti - con una accusa devastante ! - senza che questi avesse compiuto alcun reato o alcun atto di infedeltà nel patrocinio (del tipo di quelli compiuti nei suoi confronti da Paola Chiandotto, per intendersi ).
Queste le conclusioni congiunte di accusa e difesa . In sostanza , l' avvocato Longo è stato processato perchè si era "permesso " di far valere le sue idee politiche e le tribolazioni subite per esse, quale motivo giuridicamente rilevante per una sostituzione. Non perchè avesse compiuto nulla di illecito. Attendeva la risposta del pubblico ministero per sapere come comportarsi. Risposta che è arrivata ....sotto forma di ...un rinvio a giudizio dell'intellettuale 'estremista', ma innocente : prova inequivoca del carattere politico del procedimento a suo carico ( se questo non è Terrorismo di Stato, ditemi che cosa è allora..) . Insomma, l'avvocato Edoardo Longo è stato processato per una sorta di "lesa maestà antifascista " .... roba da far venire i brividi in un presunto Stato di diritto ...
28 settembre, 2006 : la sentenza è arrivata, ma l'avvocato Edoardo Longo attende ancora oggi la risposta alla sua istanza del giugno del 2000. Nel frattempo, ha subìto sei anni di processo ingiusto. Un processo politico.
Oggi la assoluzione, dopo sei anni : meglio tardi che mai ...
Robin Hood
Postilla : ma che fine ha fatto il super-ispettore ?

Le qualità investigative del super-ispettore Della Bianca hanno poi trovato il giusto riconoscimento : da circa un anno nei corridoi della procura di Pordenone compaiono sulle pareti degli avvisi del seguente tenore : "Vietato fumare. Addetto alla identificazione dei trasgressori e alla elevazione delle contravvenzioni : Ispettore Della Bianca, ispettore di polizia". Complimenti vivissimi per la promozione, Ispettore. Modestamente se la merita. UNICUIQUE SUUM.

Articolo pubblicato sul giornale on-line
CASERTA 24 ORE http://www.caserta24ore.it/comunicati/comunicato.asp?id=14766&tt=Comunicati. e sul giornale on-line TELERADIONEWS CAIAZZO http://teleradionews.altervista.org/?p=4507 nonchè sul numero 11 del mensile
CIAOEUROPA (casella postale - 92100 AGRIGENTO e http://www.ciaoeuropa.it) e pubblicato in estratto sul mensile in lingua francese :
COURRIER DU CONTINENT ( Bullettin du Nuovel ordre Européen ) diretto da G.A. Amaudruz ( direttore responsabile : G.A. Amaudruz, casella postale 5694, 1002 Lausanna- Losanna ( Svizzera ) , nel numero di novembre, 2007, nr. 485 con il titolo di " Duel judiciaire ". Sul web publbicato anche su :
BOLLETTINO DEL FRONTE TRADIZIONALE http://groups.yahoo.com/group/Bollettino_FT/message/1256 e sui seguenti Forum : DIRITTO ON LINE http://it.groups.yahooo.com/group/dirittonline/ ITALIA SOCIALE http://it.groups.yahoo.com/group/italiasociale/ LEGALCLUB http://it.groups.yahooo.com/group/legalclub/
LIBECCIO http://it.groups.yahoo.com/group/Libeccio1/
LIGA VENETA http://it.groups.yahoo.com/group/liga-veneta/
SINN FEIN SUPPORT http://groups.yahoo.com/group/sinnfeinsupport/ SOVRANITA' MONETARIA http://it.groups.yahoo.com/group/sovranitamonetaria/
HOLOHOAX http://groups.yahoo.com/group/holohoax/
CATTOLICESIMO ROMANO http://it.groups.yahoo.com/group/cattolicesimo_romano/ P.A.N.P. http://it.groups.yahoo.com/group/panp/
CONTINUITA' E TRADIZIONE http://it.groups.yahoo.com/group/continuitaetradizione/

Pubblicato in "Toghe & Forchette. La giustizia secondo l'ordine forense".
ASSOLTO L' AVVOCATO EDOARDO LONGO

in data odierna 28 settembre 2006, il giudice del tribunale di Pordenone dott.ssa Roberta Bolzoni ha assolto con formula ampia (perchè il fatto non sussiste ) l'avvocato Edoardo Longo, accusato assurdamente di infedele patrocinio nella vicenda descritta at http://antizog.splinder.com/post/9027786/dichiarazione . Lo stesso pubblico ministero dott. Giorgio Cozzarini, subentrato nel frattempo al pubblico ministero che aveva aperto il procedimento e rinviato a giudizio l'avvocato Edoardo Longo ( trattasi del giudice Moretti, medio tempore trasferito al tribunale di Venezia) ha chiesto l'assoluzione dell' imputato con la formula più ampia, perchè i fatti dell'accusa non avevano alcuna rilevanza penale. Il PM Dott. Cozzarini ha a lungo sottolineato lo scorretto modo di operare del precedente pubblico ministero, evidenziando tra l'altro che, di fronte alla legittima richiesta dell' avvocato Edoardo Longo di essere sostituito dalla difesa d'ufficio per incompatibilità ( vedasi il citato link per i dettagli) - istanza avvenuta nel giugno 2000 - il Moretti attesa oltre sei mesi (!!) per decidere se sostituire il difensore ! Infatti, la nomina di nuovo difensore avvenne solo nel dicembre dello stesso anno ( 2000), senza per inciso decidere sulla istanza dell'avvocato Longo. Durante quei sei mesi gli imputati a causa del ritardo della procura rimasero senza difensore. Nel frattempo, la procura di Pordenone rinviò a giudizio l'avvocato Longo che aveva 'osato' chiedere di essere sostituito perchè aveva subito atti repressivi da parte dello Stato per la sua pubblicistica contraria alla immigrazione extracomunitaria, fra cui il sequestro di un suo libro politico ( "il conflitto razziale"). Il processo contro il legale venne aprto per evidenti motivi di ritorsione politica.

L'avvocato Edoardo Longo attende ancora oggi la risposta alla sua istanza. Nel frattempo, ha subito sei anni di processo ingiusto. Un processo politico. L'imputato era difeso in giudizio dall'avvocato Giovanni Adami di Udine.
Oggi la assoluzione dopo sei anni : meglio tardi che mai ....
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Comunicato-stampa nr. 16 -
NUOVA ASSOLUZIONE PER MICHAEL MEDINI

In data odierna 27 settembre 2006 il Giudice di Pace di S.Vito al Tagliamento ( PN) dott.ssa Flora Bianchi ha assolto Michael Medini, il combattente per i liberi territori padani e contro la usurocrazia bancaria, dall' accusa di aver imbrattato con scritte le mura di alcune case del borgo di Valvasone e del locale municipio. L'assoluzione è giunta grazie alla remissione della querela effettuata dal Sindaco della cittadina di Valvasone del Friuli sig. Maurizio Bellot. Già in passato alle scorse udienze, altri cittadini di Valvasone avevano ritirato analoghe querele. Il sig. Medini era assistito dall'avvocato Edoardo Longo che ringrazia la cittadinanza di Valvasone per la sensibilità dimostrata nei confronti del loro sfortunato concittadino. Non si dimentichi infatti che Medini ha trascorso circa sei mesi in carcere perchè trovato in possesso di una bombola vuota del gas che per la procura era in grado - probabilmente per virtù 'magica' - di far esplodere addirittura una banka !
Ma il "terribile giallo" delle scritte murali, continua. Non ne ha voluto sapere, infatti , di ritirare la querela - anche a differenza di quanto fatto da altri istituti di credito - la Unicredit Banca , il cui direttore non si è perso nessuna di queste udienze. Per soddisfare le esigenze di "giustizia" dell'istituto di credito ferito nell 'orgoglio, il processo contro il giovane Medini disoccupato è stato aggiornato al 13 dicembre prossimo.
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Articolo pubblicato anche sul Forum
Liga Veneta http://it.groups.yahoo.com/group/liga-veneta/message/794 e anche su TeleradioNews Caiazzo http://teleradionews.altervista.org/?p=4502
Una nuova anticipazione di un capitolo di : "Anonima Estorsioni".
STORIA DI UNA ESTORSIONE
Non posso indicare nè il mio nominativo, nè la città in cui mi trovo a lavorare : se lo facessi, il consiglio dell' ordine degli avvocati mi identificherebbe facilmente ( come coccodrilli si stanno ancora "gustando" i clienti che mi hanno rapinato) e mi ataccherebbero con i soliti "esposti deontologici" pilotati ad arte dale ovattate sale del loro consiglio forense.
Debbo quindi rilasciare in forma anonima all'avvocato Edoardo Longo questa dichiarazione, autorizzandolo a renderla pubblica, sperando che altri colleghi non abbiano a subire quello che ho subito io.
Il consiglio dell' ordine forense ha una sola e precisa funzione : quella di cane da guardia al servizio docile degli avvocati più ammanicati con i gruppi di potere economico trasversale. Anche per costoro, infatti, le giornate hanno solo ventiquattro ore, per cui, senza i cani da guardia dell' ordine, non potrebbero nello stesso tempo lavorare monopolizzando l' 80 % del lavoro professionale, gestire la ampia e ricca clientela, mantenere la loro laccata immagine professionale ai "top" della città ( per fortuna che dispongono sul loro libro-paga di vari pennivendoli che ne esaltano quotidianamente le "eroiche" azioni perofessionali..) e cercare, indefessamente, avidamente, incessantemente, altri clienti per cause prestigiose e succulente.
Non sono mica dei "mandrake" come amano dipingersi .. anzi, francamente, sono pure un po' scarsini in diritto ed in logica, per cui ... tutta questa indefessa attività, necessaria per una persona normale per poter restare come loro ambiscono vita natural durante sulla cresta dell'onda, non possono certo svolgerla. Sarebbe praticamente impossibile. E poi sbagliano (spesso), per cui la dorata immagine di "supermen" del diritto non possono mica gestirsela da avvocati normali, alle prese con i mille impegni di una giornata. Hanno bisogno di un 'aiutino' ...

Ma a puntellare glorie e conti in banca di questi 'monopolisti della toga' ci pensa il consiglio forense ! ( e non gratis, ovviamente..). Il consiglio forense ha il preciso scopo di controllare il ceto forense. E lo fanno, eccome ! scorrono i giornali giorno per giorno per vedere di quali avvocati si occupano le cronache ( guai e sventure sui poveri colleghi che hanno la sorte di finire citati sul giornale al posto dei capibastone che monoplizzano il mercato), girano tutto il santo giorno per i corridoi del tribunale a controllare chi lavora di più ( loro, i maestri indiscussi dell' ozio ..) , comportandosi più o meno come la guaperia napoletana e nelle loro mitiche "adunanze plenarie" settimanali tirano le somme di tanti controlli : se qualche avvocato rischia di emergere al posto dei 'capataz' dell' ordine, allora su di lui sia ddensano gli strali dei processi "deontologici" : vergognosi pretesti escogitati a tavolino con il supporto di msierabili delinquentelli in cerca di denaro ( o di un aiutino giudiziario presso le procure, uffici che gongolano fraternamente di queste operazioni ributtanti..) : con questi metodi gli avvocati emergenti ma non graditi alle consolidate mafie professsionali vengolo linciati senza tanti complimenti, nè tanti contorlli da parte dello Stato che chiude un occhio ( anche due !) su queste operazioni di "estorsioni organizzate".
Così, in quattro e quattr' otto, gli illusi che credono che per farsi strada nella professione di avvocato bastino la bravura, l'ingegno, l'indipendenza, sono serviti : ricacciati nel buio dell'anonimato e dell'insignificanza professionale. I più sfortunati vengono anche privati della pensione, attraverso articolate truffe gestite dagli organi previdenziali, privi di controllo da parte dello Stato e gestiti dai piccoli Tanzi dell' ordine forense, voraci come piragna ....
I clienti più ambiti di tali sfortunati colleghi vengono 'dirottati' nelle capaci fauci dei capibastone dell' ordine foense che, senza colpo ferire, nè affaticarsi troppo le Auguste Menti per cercare di essere sempre concorrenziali sul mercato, grazie ai consigli degli ordini e ai loro capillari controlli mafiosi, mantengono il monopolio del mercato lavorativo. Ovviamente, retribuendo lautamente i loro ascari del consilgio forense, ascari ben pagati per questi servizi di bassa macelleria mafiosa.
E il Procuratore dorme. Sazio ? Non si sa ... ma comunque, le "riverenze" ai procuratori della republbica l'ordine forense non le mega mai ... se ci fosse un procuratore anti-mafia disposto ad andare a fondo della cosa...Borsellino, dove sei ? Inutile insistere ....nessuno risponderà mai dai Palazzi della 'Giustizia' democratica ....

Vengo al mio caso personale, ora. Più comune di quanto si creda. Sono un avvocato indipendente. Ho idee di Destra e sono stato anche dirigente della gioventù missina in anni lontani ( ma non troppo) , in cui dirigere il Fronte della Gioventù non richiedeva soltanto buone capacità oratorie ..cosa questa che gruppi mafiosi trasversali non mi hanno mai perdonato. L'antifascismo è duro a morire ...
Ho faticato non poco a cercarmi uno spazio professionale. Nei prinmi anni sono stato subissato da esposti disciplinari futili ed insignificanti, ma veramente fastidiosi, per le fatiche ed energie che richiedono per essere fronteggiati. Inoltre, la voce di essere sempre sotto processo disciplinare nuoce gravemente all'immagine professionale, in specie in un piccolo tribunale come quello di Y. , dove ciò significa essere messi all'indice dal mondo giudiziario.

Io ero vice-presidente di una grossa società sportiva che organizzava periodicamente manifestazioni sportive molto seguite nella mia città. Nel mio ruolo ne ricavavo, ovviamente molta pubblicità e simpatia fra la gente. Aggiungo che il presidente della scoietà sportiva era un mio vecchio amico che mi aveva voluto coe socio e legale fiduciario. Ma tale attività, con le coseguenti ricadute in termini di pubblicità ed immagine professionale, dava fastidio a qualcuno. A qualche altro avvocato ....Anzi, qualcuno deicapibastone del mondo foresne credo ambisse a divorarsi - come un Dèmone dantesco - il mio lavoro, per poter godere sia dei vantaggi professionali derivanti da tale incarico, sia della relativa visibilità giornalistica che ne derivava.
Fu così che lo stillicidio di esposti ?deontologici' aumentò nei miei confronti. Qualcuno aveva messo apieno regime la macchina mafiosa dell'ordine forense. Fu una vera pioggia acida di false accuse, grottesche, di imputazioni fasulle per 'colpe deontologiche' inesistenti, che a, prenderle sul serio, bisognava dubitare della sanità mentale di chi le aveva escogitate. La mia vita cominciava ad essere invivibile, tormentata com ' era da questo profluvio di deliri 'deontologici', che io chiamerei piuttosto 'deontoillogici' , per la loro assurdità, che ne rendeva evidente la strumentalità. Anche a casa mia mia moglie notava che ero sempre logorato da questa sorda guerra che i colleghi più famelici mi avevano dichiarato.
Un giorno mi giunse una telefonata in studio. Era il presidente dell' ordine degli avvocati della mia città che mi convocava da lui per un colloquio riservato. " Debbo farle gravi comunicazioni personali " - mi disse quell'autentico pallone gonfiato - "nel suo interesse ... io voglio aiutarla..." La telefonata trasudava ipocrisia laccata e falsità. Un vero coccodrillo ipocrita, il Presidente. Pensai fra me : si sono accorti che sono lograto dagli esposti e che la mia immagine in tribunale scrichciola ... credono sia giunto il momento per 'propormi' il loro ricatto ...
Mi recai dal Presidente nel suo studio, nei cui confronti lo Studio Ovale della Casa Bianca sembra la sala di un maggiordomo di terz'ordine. Venni fatto accomodare nello studio privato , ove campeggiava un enrome globo terracqueo del secolo XV ( in puro stile "megalomania deontologica") da un invecchiato praticante dall' aria seria e grave di un vecchio pinguino bislungo, incravattato com'era in un frac con cravatta " d'ordinanza". ( Quella delle cravatte, era una mania del Presidente, che era capace di processare gli avvocati che girassero senza tale aggeggio da impiccati al collo. Memorabili le sue veline inviate ai colleghi in proposito. Roba da ridere, se non fosse che quegli zombi dei miei colleghi prendevano più sul serio tali mani - pericolose per la normale intelligenza delle persone - che non i codici penali).
Incravattato anch' io, mi presentai al cospetto dell' Esimio Presidente dell' Ordine degli Avvocati, per l'occasione in cravatta "regimental".
Accarezzando con voluttà quasi erotica l'enorme globo terracqueo alla sua destra, mi disse con voce metallica : "Caro e stimato collega ! Sono molto lieto che Ella abbia accettato questo mio gentile invito. Sa, noi dell' Ordine abbiamo moto a cuore la sua situazione professionale (NDR : su questo non c'erano dubbi !) . Sì, ci sono un po' di esposti deontologici contro di Lei ... stiamo preparando qualche istruttoria ... presto fisseremo un po' di udienze ... Che vicende spiacevoli, non trova anche lei ? Ci sarebbe un modo per chiudere tutte queste sgrade-e-e-e-voli pendenze ..."
A questo punto il Presidene fece una pausa studiata ed accarezzò di nuovo il globo terracqueo ... credo stesse accarezzando con voluttà la Patagonia o il Madagascar .... in cuor mio gli augurai sinceramente di andare a finire lì i suoi giorni da strozzino .... Il Presidente riprese il discorso. Sfoderò il suo pezzo forte ( che mi aspettavo) : l' estorsione con ricatto :
" Noi potremmo chiudere subito gli esposti contro di Lei senza processarla. Sa, se non si ha un occhio di riguardo per i Colleghi ... ( NDR : io direi un "occhio di riguardo" verso il loro "adocchiato " e bramato portafogli ...) ... sì, potremmo chiudere tutto già alla prossima adunanza plenaria ... però ci vorrebbe un gesto di 'buona volontà' da parte sua ... Lei capisce, vero .... Lei dovrebbe, caro e stimato collega, rinunciare alla carica di Vice-Presidente della Società Sportiva Y ... farci avere una copia delle sue dimissioni ... presto .... così possiamo chiudere questi spiacevoli esposti quanto prima .... non dica niente ...so che mi vuole ringraziare ... non mi metta a disagio .. è la mia natura essere generoso ....Adesso può andare. lasci in segreteria la prossima settimana la copia della lettera di dimissioni. Buongiorno, collega".

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Che altro potei fare ?
Abbandonai la Società Sportiva, l'unico cespite professionale che avevo e che mi dava delle prospettive di crescita professionale. Altri volevano quell'incarico. Ed altri lo ottennero.
Cinque giorni dopo, sulla scrivania del Presidente, vicino al globo terracqueo, c'era una copia delle mie dimissioni imediate ed irrevocabili dalla Società Sportiva Y.
Gli esposti finirono.
Ed io dovetti ricominciare daccapo a cercarmi uno spazio per vivere.
***
Questa è la 'democrazia'.
Questo è l' ordine degli avvocati.
E l'ordine regna sovrano ....
Dichiarazione rilasciata in data 24 aprile, 1999.
Avvocato Anonimo.
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Il testo che segue è una anticipazione di un capitolo del volume in corso di preparazione dal titolo : " Anonima Estorsioni. La verità sull'ordine forense". Questo capitolo è stato anche diffuso nella primavera del 2003 dal Bollettino del Fronte Tradizionale. Il volume "Anonima Estorsioni" costituisce il seguito di "Toghe e forchette". La vicenda esposta è autentica, ma per evidenti motivi sono stati omessi i nomi dei protagonisti e i luoghi ove la vicenda si è snodata.
ILLUMINATI AFFAMATORI

L'avvocato Edoardo Longo mi ha chiesto di raccontare come è successo che l'ordine degli avvocati ha quasi ridotto al lumicino mio padre. Mi trovo di fronte ad un doppio obbligo etico : verso l'amico Edoardo che vuole far cocnoscere il retroterra verminoso del mondo forense e dei suoi "ceti direttivi" e l'obbligo morale verso mio padre che ha già sofferto tantissimo in seguito a queste vicende. Ne ho parlato con mio padre. Non ha voluto che scendessi nei dettagli di questa sgradevole vicenda che ha anche avvelenato e angustiato l'esistenza mia e dela mia famiglia. Io sono anche dovuto andare a cercare lavoro all'estero. Troppi ricordi tristi, nessun piacere di produrre altra angoscia a mia madre nel renderli pubblici. Debbo rispettare la volontà di mio padre, molto anziano, ma che esercita ancora la professione di avvocato. Ma non posso neanche mancare di parola verso Edoardo , cui ho anticipato i profoli disgustosi di questa vicenda che ha angustiato la vita della mia famiglia. Racconterò ai lettori del volume che Edoardo sta preparando con questa e altre dichiarazioni, quello che mio padre mi ha autorizzato a render pubblico. Racconterò ai quattro lettori che la censura democratica permetterà di raggiungere, quello che anticipai ad Edoardo tanti anni fa, ancora nel lontano 1985 e che egli già in parte sapeva. Temo però che Edoardo si affaticherà inutilmente a cercare un editore, anche se non renderà noti i nomi dei protagonisti. Un libro come questo dà troppo fastidio a certe lobbies schifose. Volete sapere di mio padre ? Mio padre fu volontario della Repubblica Sociale Italiana negli anni lontani della sua giovinezza e poi aderì entusiasticamente e senza risparmiarsi al Movimento Sociale Italiano. Era anche un bravo ed agguerrito avvocato e tutti si recavano volentieri da lui, anche se non ne condividevano le idee politiche. Non era un maneggione e non amava arruffianarsi i magistrati.

Ma nella stessa zona lavorativa di mio padre vi era, fra gli altri, anche un avvocato Membro ( NDR : absit iniuria verbis !) del Consiglio dell'ordine degli avvocati e Alto dignitario dell ' ordine massonico.
Un vero "illuminato" del 33° grado della piovra massonica.
Un vero Nosferatu. Un autentico vampiro.

il Dignitario massonico era anche Presidente dell' Ordine degli Avvocati della città di mio padre...Il Dignitario schiumava invidia professionale e politica : era anche, come moti avvocati del'epoca, un esponente del locale Partito Liberale Italiano, ma nessuno lo votava. I motivi dell' odio del massone ? Tanti, ma prima di tutto la gelosia professionale. E il dignitario, dispondendo di collaudate ed occulte amicizie e connivenze massoniche, nonchè dei poteri quasi illimitati sugli avvocati che gli derivavano anche dal'essere il Presidente dell' Ordine, non mancava di mezzi sottili e viscidi per fare fuori l'anziano comabattente di Mussolini, che era mio padre. Era all'incirca il finire degli anni ' 60. Del resto, esisteva all'epoca,e credo anche oggi, una lotta sorda che la Massoneria aveva intentato contro i combattenti fascisti e l'area politica che si riteneva erede di Mussolini, come era il Movimento Sociale Italiano. Lotta sorda, che non credo sia finita neppur eoggi : infatti, Alleanza nazionale ha dovuto "abiurare" le origini fasciste dopo sessant' anni di rispettata partecipazione alla vita democratica della Nazione : tutto pur di poter accedere al governo, che le era interdetto per via della Maledizione dei Figli della Vedova contro gli eredi di quel Mussolini che dichiarò fuori legge la Massoneria, riconciliò lo Stato Nazionale con la Chiesa Cattolica e sferrò un assalto mondiale al potere di Hiram e della sua creatura malefica : la plutocrazia 'democratica'. Credo che ancora oggi i gruppi politici che ancora si riconoscono nel pensiero mussoliniano e nella sua linea ideologica fondamentale siano oggetto di oscure trame massoniche volte al loro dissolvimento.
Il Gran Maestro, alla sua gerra personale per impossessarsi della clientela di mio padre, aggiunse anche un motivo ideologico : l 'odio antifascista derivante dalla "vendetta" dei figli della vedova che in più occasioni rituali ebbero a levare il coltello al cielo giurando odio secolare contro gli eredi di Mussolini che ne aveva sciolto logge e conventicole, mettendoli al bando....

In pochi mesi mio padre fu ridotto senza lavoro o quasi. Venne diffamato dall' ordine degli avvocati. Venne ridotto al punto che i clienti vennero dirottati nel "riverito" studio del massone. Nel frattempo, strane mani avevano trasferito in città un pretore , di sinistra, ma affiliato anche lui ad una loggia. Il pretore finiva sempre, con un pretesto o un altro, col far perdere le cause a mio padre. Stranamente, il massone - che fino allor anon aveva mai vinto un processo - vinceva sempre. Questa situazione durò circa venti anni . E' finita oggi ? che dire : mi padre ha quasi ottant 'anni , lavora ancora perchè non ha maturato la pensione a causa di qualche schifoso cavillo dell' ordine degli avvocati che lo ha derubato di oltre venti anni di contributi. Sicuramente morirà povero , come ha vissuto povero in tutti gli anni in cui l'ordine degli avvocati e l'ordine massonico gli hanno decretato una guerra senza quartiere. Il Nosferatu massonico, come era prevedibile in tempi di 'democrazia', ha vinto la sua guerra e si è ingrassato sul sangue e sul lavoro di mio padre. Mio padre è povero. Povero ma onorato. Proprio come fu il suo adorato Benito Mussolini. Fino alla fine. Non so se i suoi nemici mortali possono dire altrettanto....
Località non precisata, 20 gennaio 1999.
Testimonianza autentica del figlio di un avvocato
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Il giorno 28 settembre 2006, avanti al tribunale di Pordenone, si terrà il disgustoso processo politico contro il sottoscritto di cui si è scritto molto nell' articolo at http://antizog.splinder.com/post/9027786/dichiarazione spiegando la verità di una accusa grottesca svolta solo per inconfessabili - ma evidenti - ragioni politiche. Benchè informatine, i media locali non hanno inteso pubblicare niente di quanto esposto in questo sito, benchè suffragato da una mole impressionante di dati processuali. Perchè allora ne hanno parlato a lungo negli anni passati, 'raccogliendo' ( come i mendicanti raccolgono le cicche a terra) sempre e solo la unica versione falsa a loro fornita dagli uffici giudiziari di Pordenone ? perchè ora che ne hanno la possibilità, non hanno scritto un rigo delle argomentazioni della difesa ? .... Difficile rispondere ? Non credo proprio.... Poichè però è pressocchè certo che il giorno 28 si recheranno come sciacalli in tribunale per conoscere gli esiti ( magari confidando come i loro padroni in una mia ipotetica condanna ..) , comunico che da parte del sottoscritto e della sua difesa potranno leggere dopo le ore 17.00 solo uno scarno comunicato sulle pagine di questo sito con il resoconto del processo. Della vicenda nei dettagli possono apprendere dal mio citato articolo. Che hanno letto, gli infami.....ma si sono guardati bene dal divulgare, per non urtare i 'padroni' che allungano l'osso.....
Per inciso, ho saputo che da parte del tribunale ci sono già stati tentativi per premere sul mio legale e far differire ancora questa farsa di processo. Un processo privo di fondamento, ma in cui il 'palazzo di giustizia' (?) di Pordenone ha letteralmente fatto carte false per 'incastrarmi' e rinviarmi a giudizio, al punto di coinvolgere in queste operazioni di aggressione giudiziaria lo stesso difensore d'ufficio nel 2001 ( l'avvocato Paola Chiandotto) che, come risulta dal documento che invito a scaricare dal sito di Indymedia
at http://italy.indymedia.org/uploads/2006/09/chiandottoespostoxmarokki.pdf , ha compiuto atti lesivi del sottoscritto consegnando corrispondenza riservata intercorsa con il sottoscritto al pubblico ministero che cercava elementi per elevarmi nuovi atti d'accusa. la consegna al Pm di tale corrispondenza da parte dell' avvocato (?) d'ufficio serviva proprio a questo. volete sapere chi ha avvertito il pubblico ministero che avevo spedito la difensore d'ufficio una lettera in cui criticavo aspramente l'operato della procura nei miei confronti ? Ma ..l'avvocato d'ufficio stesso ! la preclara Chiandotto Paola, 'avvocato' ..! Riuscite a non vomitare ? Io no ....Quando si assiste alla abiezione di un difensore d'ufficio che informa il PM delle azioni del suo assistito e collabora con l'accusa per incastrarlo, c'è da meravigliarsi se esistono un paio di pennivendoli da quattro soldi che ti sbattono in prima pagina come un mostro senza neanche scrivere una riga sulle argomentazioni della difesa ?
Questo è il regime imposto dalla dittatura di Forcolandia......
avvocato Edoardo Longo
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QUESTO SITO COMBATTE
LA DITTATURA GIUDIZIARIA DELLA MAGISTRATURA : I " SIGNORI DEGLI ERMELLINI".

La magistratura italiana ormai viola sistematicamente le leggi dello Stato e i principii di diritto naturale insopprimibili . Ciò la pone ormai a tutti gli effetti come forza eversiva e contrapposta alla legalità repubblicana dello Stato di Diritto nonchè eversiva dei diritti naturali dell'individuo, creati da Dio e insopprimibili e di fronte alla cui violazione è doverosa la ribellione. La magistratura è pertanto una forza eversiva dello stato di diritto e dell' ordine naturale e come tale va trattata. D fronte ad una forza greve di illegalità esiste il diritto alla legittima difesa, proporzionata alla gravità della offesa. La magistratura mette in pericolo la vita, la libertà e la sicurezza dei cittadini, in particolare di quelli non schierati a supporto del nuovo ordine mondiale. Ogni conseguenza è intuitiva. Ricordiamo il monito di Vittorio Alfieri, ancora del 1777 : "Tirannide : indistintamente apellare si debbe ogni e qualunque governo in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle, od anche e soltanto eluderle, con sicurezza di impunità.. : ogni popolo che lo sopporta, è schiavo".
