ANNULLATA LA CONDANNA AL LIBRO " TOGHE & FORCHETTE".

LA CORTE D' APPELLO DI TRIESTE HA ANNULLATO LA FARSA PROCESSUALE DEL TRIBUNALE DI PORDENONE. ANNULLATA PER PRESCRIZIONE LA SENTENZA DI PRIMO GRADO CHE HA CONDANNATO IL LIBRO " TOGHE E FORCHETTE".
In data 11 marzo 2009, la prima sezione penale della Corte d' Appello di Trieste ha annullato la condanna inferta in primo grado all' avvocato Edoardo Longo ( 2000 euro di multa ), quale presunto autore del libro " Toghe e forchette. La giustizia secondo l' ordine forense ".
( Nella foto di apertura : l' articolo che IL GAZZETTINO di Venezia dedica alla sentenza in data 20.03.2009, citando anche questo blog .Nella foto qui sotto : la riuscitissima presentazione ufficiale del libro, nel maggio 2001 a Viterbo, a cura della associazione per il diritto e la giustizia Enzo Tortora : i relatori avv. Giuseppe Lupis, il prof. Paolo Signorelli, , il sig. Alessandro Mereu coordinatore della locale comunità politica d' avanguardia e organizzatore del riuscitissimo convegno seguitissimo dalla stampa nazionale, l' avvocato Edoardo Longo ).

la Corte d' Appello presieduta dal dott. Trampus ( relatore il dott. D' Elia, a latere il dott. De Nicolo ) ha annullato per intervenuta prescrizione, una condanna di primo grado, frutto di una impressionante serie di violazioni processuali poste in essere dal giudice Rino Chiaradia, come documentato in una istanza a suo tempo svolta al presidente del tribunale di Pordenone e nella relativa sezione di questo sito,che raccoglie le "cronache" di tale raggelante fase processuale , udienza per udienza.
Si chiude così una pagina molto squallida della giustizia italiana, giunta al punto di usare come testimoni d' accusa nei confronti dell' odiato imputato avvocato Edoardo Longo, due discutibili personaggi tratti dalla galassia del neofascismo italiano, "barattando" con loro la 'testa' del legale con la impunità dalle accuse di concorso nel reato addebitato a "Robin Hood" : uno dei due "testi della Corona"era infatti l' editore del libro ( responsabile per legge come il presunto autore ).
La vicenda giudiziaria in oggetto fa riflettere sulla effettiva tendenza della magistratura italiana a farsi sponda e "cane da guardia" delle derive totalitarie presenti in modo accentuato nella attuale 'democrazia' all' italiana.
Infatti, il retroscena di questo processo - che nel palazzo di giustizia ( ? ) di Pordenone tutti conoscono , benchè si sdegnino se se ne parla - è molto ributtante ed è il seguente : in realtà, quello che premeva alla cricca forense che ha cercato di far sparire questo testo a causa delle tesi che esprimeva, non era tanto una condanna, quanto l' accertamento giudiziario della identità dell' autore del
libro. Infatti, con i propri mezzi istruttori mai e poi mai l' ordine forense sarebbe stato in grado di scoprirne l' identità e, anche se ci fosse riuscito, sarebbe stato coperto a livello nazionale di onta e vergogna, per queste forme di "inquisizione" che si sarebbero potute, in sostanza, solo realizzare attraverso delazioni prezzolate. Molto meglio per la cricca forense demandare alla bisogna la locale magistratura, sempre molto "servizievole" nei riguardi di tale cricca . Ottenuta la identificazione dell' autore che doveva nei loro propositi coincidere - in ogni caso e anche a costo di forzare la verità - con la persona dell' avvocato Edoardo Longo, la cricca avrebbe potuto poi procedere al suo obiettivo malcelato, cioè la radiazione dell' avvocato Edoardo Longo dall' albo degli avvocati. E senza sporcarsi le mani in "istruttorie" molto meschine ed interessate, nonchè chiaramente illegali, come già aveva dimostrato e reso di pubblico dominio una interpellanza dell' Onorevole Antonio Serena, deputato di Alleanza Nazionale al Parlamento. A fianco, abbiamo riprodotto l' articolo de IL MESSAGGERO VENETO del 31 luglio, 2001 ( " ordine avvocati. Invocato il commissario" ) che all' epoca seguì la vicenda da vicino e con raro anticonformismo e obiettività di informazione.
Tutto ciò spiega l' accanimento particolare del giudice di primo grado, che doveva assolutamente portare all' ordine forense la testa dell' avvocato Edoardo Longo, e poco importava il modo con cui farlo : anche a costo di violare sistematicamente la legge processuale, anche a costo di imporre false testimonianze ai testi d' accusa, anche a costo di utilizzare come accusatori quelli che per legge sono dei co-imputati obbligatori, in quanto editori . Questo è quello che il tribunale di Pordenone ha effettivamente compiuto, evitando accuratamente di andare a fondo proprio su questi retroscena, che inevitabilmente affioravano ad ogni udienza, come l' ombra di Banco ...
L' entità della condanna poco importava a questi effetti, perchè la vera condanna era la programmata e agognata radiazione. Se la condanna è poi stata mite (il pubblico ministero aveva comunque chiesto la aberrante condanna a due anni di carcere ) , lo è stato solo per il pressing processuale imposto dall' imputato e per le cronache del processo pubblicate su questo sito.
Va anche ricordato che, per un semplice comunicato stampa pubblicato da IL MESSAGGERO VENETO ( riprodotto a lato ed estratto dal libro- documentario " toghe criminali" ) , il consiglio dell' ordine forense di Pordenone aveva comminato poco tempo prima all avvocato Edoardo Longo la condanna aberrante di tre mesi di sospensione dal lavoro ( !!). E se diciamo "aberrante " lo diciamo a ragione veduta : infatti, esiste una norma dell' ordinamento professionale degli avvocati che stabilisce come non possano essere oggetto di sanzioni disciplinari " gli scritti e i discorsi politici". Norma che ne caso di specie, l' ordine forense di Pordenone non ha mai voluto applicare nei riguardi dell' avvocato Edoardo Longo, comminando per scritti politici sanzioni come quella richiamata e giungendo anche ad affermare che libri come " toghe & forchette" non sarebbero "scritti politici" (!!).
A questo punto è chiara la posta in gioco che c' era dietro questo processo. Tutto ciò era ben noto ai due neofascisti che avevano edito e diffuso il libro e suscita comprensibile disgusto lo zelo e il fervore con cui i due hanno entusiasticamente collaborato con il palazzo di giustizia all' obiettivo di distruggere l' avvocato Edoardo Longo, menandosene pure vanto con i loro accoliti ! Altri commenti sono superflui, perchè i fatti, repellenti, parlano da soli.
La Corte d' appello ha disattivato il meccanismo di questo vergognoso processo a tavolino, elaborato in questa circostanza negli angiporti delle procure e dele cricche forensi legate ai poteri forti, annullando tale condanna.
L' avvocato Longo, che aveva personalmente elaborato l' atto di appello articolato in oltre cinquanta motivi di impugnazione ( che verrà reso pubblico, ora che la vicenda è terminata), era difeso in udienza dall' avvocato Alessandro Magaraci. grazie alle cronache del processo pubblicate su questo blog, il " libro maledetto" ha avuto una pubblicità mondiale, vanificando il tentativo della cricca forense legata alla lobby del " pianto che paga", di toglierlo di mezzo ( magari assieme al suo presunto autore ..) .

IL " GIORNO DI ISRAELE " FINISCE DOVE MERITA.
Un articolo su un sito internet inneggiante alle pulizia etnica dello stato di israele e specializzato in delazioni giudiziarie e caccia alle streghe su Internet, nochè autore di una delle tante campagne diffamatorie volte a far chiudere questo sito indipendente. per leggere e scaricare l' articolo basta clicccare QUI.