LA GUERRA OCCULTA ESISTE.
( L'avvocato Edoardo Longo aggredito dal procuratore della repubblica Pierangelo Padova - di chiare origini ebraiche - nonchè varie considerazioni sulla repressione del revisionismo in un regime 'democratico'....)

Qui sopra ho reso pubblica una strana denuncia per "antisemitismo" effettuata nei miei confronti da parte del pubblico ministero Pierangelo Padova. Tale pubblico ministero ( di chiare origini ebraiche) sosteneva in detta querela di aver letto "per caso" in una edicola di fronte al palazzo di giustizia di Palermo, una copia della rivista Sentinella d' Italia , edita a Monfalcone ( Gorizia) che pubblicava al suo interno nelle pagine centrali un articolo del sottoscritto dal titolo " L' ora di Giuda". A seguire la querela, il Padova, avrebbe avuto una sorta di "illuminazione esoterica" e avrebbe intuito che, all'interno della rivista, era pubblicato il mio articolo citato e secondo lui fieramente antisemita. Bisogna essere dotati di percezioni extrasensoriali per capire , dalla vista di una copertina, cosa viene pubblicato al suo interno e capire, nello stesso istante, che fra i vari articoli ve ne sarebbe uno "antisemita". Al Padova probabilmente queste facoltà non mancano ( non sarà mica parente del suo connazionale ebreo Uri Geller, " Il Maestro di Vita" che piegava le forchette con la forza del pensiero ?) , poichè sostiene di aver capito tutto questo dalla semplice "visione" della copertina del periodico. Un tanto gli sarebbe bastato per gettarsi a corpo morto sul giornale, comperarlo (!!) e indi sfogliarlo, leggere il mio articolo e correre a denunciarmi. Complimenti, dott. Padova ! Ammetto che lei è un uomo straordinario, aduso a imprese eroiche e titaniche, come tutti quelli del suo sangue. Ma oltre a ciò vi sono anche altri elementi che fanno dubitare della veridicità di quanto affermato dal Padova ( che volete farci ..noi revisionisti siamo poco propensi a prendere per oro colato tutto quello che ci raccontanto gli ebrei...). Innanzi tutto il fatto che so per certo che la rivista in oggetto viene diffusa solo per abbonamento e non attraverso le edicole. Inoltre, fra le poche librerie che la diffondono a titolo di cameratismo, posso dare per certo che non ve ne è nessuna a Palermo ( almeno non ve ne erano al momento della pubblicazione del numero incriminato). Inoltre, altri particolari che emergono dal fascicolo processuale amorevolmente aperto dal Padova nei miei confronti emergono fanno dubitare di tale versione. Vediamoli. Intanto, è molto strano che il Padova si sia gettato a corpo morto a comprare la rivista, anzichè intervenire sequestrandola. Non solo : dal fascicolo emerge che non è stato fatto alcun atto di indagine nei confronti del presunto edicolante che la avrebbe venduta, nè è stato indagato ( venderla, sarebbe stato a quel punto un reato. perchè l'edicolante non è stato indagato ? Perchè il Padova non ha disposto il sequestro delle altre copie eventualmente in deposito presso l'edicola ? Perchè non ne sono state accertate le vendite ?E da chi era stata distribuita in edicola?Perchè non è stato disposto il sequestro della tiratura in pubblica diffusione ? Questi accertamenti sono atti dovuti nel caso di reati a mezzo stampa....perchè non sono stati fatti ? Non è per caso che la circostanza addotta dal Padova circa le modalità di rinvenimento della rivista in edicola è falsa ? )

Altre cose non convincono. Perchè il fascicolo relativo a tale denuncia è stato aperto solo nei confronti del sottoscritto e non nei confronti dell' editore, oltre che dell'edicolante ?
Diciamo subito che la denuncia del Padova , trasmessa per competenza territoriale ad altra procura , è stata poi archiviata per insussistenza del capo d'accusa. Qualcosa c'è da dire anche sull'articolo in oggetto ( l'ora di Giuda). esso parla di una ambigua operazione di polizia avvenuta a Roma nei confronti di un povero pensionato accusato di "antisemitismo" dal rabbino Toaff e dalla vestale giudea del sionismo militante , al secolo Tullia Zevi. Una operazione ambigua, che potete leggere ne Il coltello di Shylock dove è stato pubblicato questo mio articolo. Forse la trovate anche su Internet. Io sospetto, in realtà, che la copia dell' articolo in oggetto sia stata portata in ben altro modo sulla scrivania del pubblico ministero Padova, perchè la sua versione del rinvenimento è assolutamente inverosimile. Tutto ciò ci induce ad alcune riflessioni sullo strano concetto di "democrazia" che alligna dalle parti degli ammiratori di Sion. Vediamole.

Cosa è successo dopo questa denuncia ? Intanto per cominciare, va detto che la rivista in oggetto, sui cui pubblicavo dal 1994 ininterrottamente articoli che documentavano le manovre per reprimere per mano giudiziaria il dissenso antisionista di Destra, finì sull' Antisemit Report pubblicato annualmente dai servizi segreti dello stato di Israele : si tratta di una schedatura illegale degli avversari della entità sionista che viene diffusa dappertutto e in particolare presso ambienti di polizia , sionisti e giudiziari. Nel 2001 e nel 2002 questa rivista venne ivi additata come fucina di "antisemistismo " e "negazionismo". Insomma, venne data licenza di uccidere nei confronti del direttore e del maggiore autore di articoli antiebraici (il sottoscritto). Quando dico "licenza di uccidere" non uso la espressione nei termini iperbolici in cui si usa, ma stavolta in termini letterali.
Nel 2002 , in estate, il direttore della rivista subì uno strano incidente automobilistico sotto casa sua. Attenzione a questo particolare : L'investitore era uno straniero residente in un paese dell' Est europeo, irrintracciabile. Tutti i lettori della Rivista sospettarono una matrice dolosa dell' incidente. Solo sospetti, per carità: Però il direttore, quando lo andai a trovare nella sua camera di ospedale dopo l' incidente, sentì il bisogno di rassicurarmi sul fatto che, dopo l'incidente, i miei articoli antiebraici sarebbero stati ancora pubblicati , come pure l'editore avrebbe pubblicato il volume "The nameless war " ( = "La guerra senza nome", libro storico del capitano dell' esercito inglese Sir Ramsay, sequestrato nel 1998 dal pubblico ministero Federico Facchin, comandante onorario della Base Usaf di Aviano, nel corso di una indagine per un volantinaggio contro la guerra in Irak ), richiestissimo dai lettori del giornale dopo che ne avevo curato la traduzione in italiano di un capitolo che era piaciuto moltissimo (" Gli Iniziati di Sion" , pubblicato nello stesso anno nel mio volume Il coltello di Shylock. ) . In realtà poco dopo, benchè il giornale avesse ripreso regolaramente le pubblicazioni, nessun mio articolo venne poi pubblicato e mai vide la luce il libro storico revisionista " The nameless war" che tanto interessava i lettori di quel giornale..... Non solo : il direttore della rivista iniziò una violenta campagna di diffamazione nei miei riguardi in cui mi tacciava di essere un "antisemita provocatore e delirante" e che la mia battaglia giornalistica contro la lobby ebraica era solo una mia "battaglia personale", lasciando intendere che lui se ne riteneva estraneo e se ne tirava fuori. ( detto dall' editore che anni prima aveva stampato, oltre ai miei articoli per dieci anni, il Mein Kampf di Hitler, fa un po' schifo, vero ? )

Nel frattempo, il mio libro Il coltello di Shylock venne sequestrato dalla procura di Venezia nel corso di un processo politico. Ma venne subito dissequestrato dal tribunale di quella città in nome della libertà d'opinione garantita dall' art. 21 della Costituzione e dalla Carta Internazionale dei Diritti dell' Uomo, principi che il Mastella di turno, tarantolato dalla lobby ebraica, vuole abrogare ).

Ma attenzione ! Ricordate cosa vi dissi a proposito dello strano incidente occorso al direttore di quel giornale ? Vi ricordate che sottolineai che il fatto che l'investitore era uno straniero era inquietante, perchè è fatto noto negli ambienti giudiziari che gli stranieri sono i migliori esecutori di 'strani' incidenti Ricordate ? Bene. Sapete cosa successe a me, due anni dopo l'incidente accaduto al mio ex direttore ? Subii una aggressione nel mio studio legale da parte di un pluripregiudicato, latitante presso la repubblica Ceka. Costui ora deve rispondere avanti al tribunale di Pordenone di tentata estorsione e sequestro di persona nei miei confronti. E' irreperibile. Proprio una bella coincidenza, vero ? Ma non è tutto....Il movente della aggressione nei miei confronti era minacciarmi in modo 'efficace' per farmi desistere dallo scrivere ancora articoli revisionisti o antiebraici, "perchè riabilitano la memoria di Adolf Hitler". Una coincidenza, vero ? Fatto curioso : il mio aggressore, il pluripregiudicato neofascista Ersilio Gallimberti era un lettore della rivista di cui vi ho parlato.....
Dal 2003 tale rivista non è più ricompresa nei targets dell' odio ebraico indicati alla mano dei criminali dall' Antisemit Report pubblicato dalla 'università ' (?) di Tel Aviv. Nel frattempo, oltre ad essere più sereni i giudei, anche il direttore si è ripreso dall' incidente....
Strane vicende accadono in questa sordida periferia dell'impero chiamata ormai dai sionisti come 'cosa loro', cioè alla ebraica : I-TA-LYA ....
Edoardo Longo
