Una nuova anticipazione di un capitolo di : "Anonima Estorsioni".
STORIA DI UNA ESTORSIONE
Non posso indicare nè il mio nominativo, nè la città in cui mi trovo a lavorare : se lo facessi, il consiglio dell' ordine degli avvocati mi identificherebbe facilmente ( come coccodrilli si stanno ancora "gustando" i clienti che mi hanno rapinato) e mi ataccherebbero con i soliti "esposti deontologici" pilotati ad arte dale ovattate sale del loro consiglio forense.
Debbo quindi rilasciare in forma anonima all'avvocato Edoardo Longo questa dichiarazione, autorizzandolo a renderla pubblica, sperando che altri colleghi non abbiano a subire quello che ho subito io.
Il consiglio dell' ordine forense ha una sola e precisa funzione : quella di cane da guardia al servizio docile degli avvocati più ammanicati con i gruppi di potere economico trasversale. Anche per costoro, infatti, le giornate hanno solo ventiquattro ore, per cui, senza i cani da guardia dell' ordine, non potrebbero nello stesso tempo lavorare monopolizzando l' 80 % del lavoro professionale, gestire la ampia e ricca clientela, mantenere la loro laccata immagine professionale ai "top" della città ( per fortuna che dispongono sul loro libro-paga di vari pennivendoli che ne esaltano quotidianamente le "eroiche" azioni perofessionali..) e cercare, indefessamente, avidamente, incessantemente, altri clienti per cause prestigiose e succulente.
Non sono mica dei "mandrake" come amano dipingersi .. anzi, francamente, sono pure un po' scarsini in diritto ed in logica, per cui ... tutta questa indefessa attività, necessaria per una persona normale per poter restare come loro ambiscono vita natural durante sulla cresta dell'onda, non possono certo svolgerla. Sarebbe praticamente impossibile. E poi sbagliano (spesso), per cui la dorata immagine di "supermen" del diritto non possono mica gestirsela da avvocati normali, alle prese con i mille impegni di una giornata. Hanno bisogno di un 'aiutino' ...

Ma a puntellare glorie e conti in banca di questi 'monopolisti della toga' ci pensa il consiglio forense ! ( e non gratis, ovviamente..). Il consiglio forense ha il preciso scopo di controllare il ceto forense. E lo fanno, eccome ! scorrono i giornali giorno per giorno per vedere di quali avvocati si occupano le cronache ( guai e sventure sui poveri colleghi che hanno la sorte di finire citati sul giornale al posto dei capibastone che monoplizzano il mercato), girano tutto il santo giorno per i corridoi del tribunale a controllare chi lavora di più ( loro, i maestri indiscussi dell' ozio ..) , comportandosi più o meno come la guaperia napoletana e nelle loro mitiche "adunanze plenarie" settimanali tirano le somme di tanti controlli : se qualche avvocato rischia di emergere al posto dei 'capataz' dell' ordine, allora su di lui sia ddensano gli strali dei processi "deontologici" : vergognosi pretesti escogitati a tavolino con il supporto di msierabili delinquentelli in cerca di denaro ( o di un aiutino giudiziario presso le procure, uffici che gongolano fraternamente di queste operazioni ributtanti..) : con questi metodi gli avvocati emergenti ma non graditi alle consolidate mafie professsionali vengolo linciati senza tanti complimenti, nè tanti contorlli da parte dello Stato che chiude un occhio ( anche due !) su queste operazioni di "estorsioni organizzate".
Così, in quattro e quattr' otto, gli illusi che credono che per farsi strada nella professione di avvocato bastino la bravura, l'ingegno, l'indipendenza, sono serviti : ricacciati nel buio dell'anonimato e dell'insignificanza professionale. I più sfortunati vengono anche privati della pensione, attraverso articolate truffe gestite dagli organi previdenziali, privi di controllo da parte dello Stato e gestiti dai piccoli Tanzi dell' ordine forense, voraci come piragna ....
I clienti più ambiti di tali sfortunati colleghi vengono 'dirottati' nelle capaci fauci dei capibastone dell' ordine foense che, senza colpo ferire, nè affaticarsi troppo le Auguste Menti per cercare di essere sempre concorrenziali sul mercato, grazie ai consigli degli ordini e ai loro capillari controlli mafiosi, mantengono il monopolio del mercato lavorativo. Ovviamente, retribuendo lautamente i loro ascari del consilgio forense, ascari ben pagati per questi servizi di bassa macelleria mafiosa.
E il Procuratore dorme. Sazio ? Non si sa ... ma comunque, le "riverenze" ai procuratori della republbica l'ordine forense non le mega mai ... se ci fosse un procuratore anti-mafia disposto ad andare a fondo della cosa...Borsellino, dove sei ? Inutile insistere ....nessuno risponderà mai dai Palazzi della 'Giustizia' democratica ....

Vengo al mio caso personale, ora. Più comune di quanto si creda. Sono un avvocato indipendente. Ho idee di Destra e sono stato anche dirigente della gioventù missina in anni lontani ( ma non troppo) , in cui dirigere il Fronte della Gioventù non richiedeva soltanto buone capacità oratorie ..cosa questa che gruppi mafiosi trasversali non mi hanno mai perdonato. L'antifascismo è duro a morire ...
Ho faticato non poco a cercarmi uno spazio professionale. Nei prinmi anni sono stato subissato da esposti disciplinari futili ed insignificanti, ma veramente fastidiosi, per le fatiche ed energie che richiedono per essere fronteggiati. Inoltre, la voce di essere sempre sotto processo disciplinare nuoce gravemente all'immagine professionale, in specie in un piccolo tribunale come quello di Y. , dove ciò significa essere messi all'indice dal mondo giudiziario.

Io ero vice-presidente di una grossa società sportiva che organizzava periodicamente manifestazioni sportive molto seguite nella mia città. Nel mio ruolo ne ricavavo, ovviamente molta pubblicità e simpatia fra la gente. Aggiungo che il presidente della scoietà sportiva era un mio vecchio amico che mi aveva voluto coe socio e legale fiduciario. Ma tale attività, con le coseguenti ricadute in termini di pubblicità ed immagine professionale, dava fastidio a qualcuno. A qualche altro avvocato ....Anzi, qualcuno deicapibastone del mondo foresne credo ambisse a divorarsi - come un Dèmone dantesco - il mio lavoro, per poter godere sia dei vantaggi professionali derivanti da tale incarico, sia della relativa visibilità giornalistica che ne derivava.
Fu così che lo stillicidio di esposti ?deontologici' aumentò nei miei confronti. Qualcuno aveva messo apieno regime la macchina mafiosa dell'ordine forense. Fu una vera pioggia acida di false accuse, grottesche, di imputazioni fasulle per 'colpe deontologiche' inesistenti, che a, prenderle sul serio, bisognava dubitare della sanità mentale di chi le aveva escogitate. La mia vita cominciava ad essere invivibile, tormentata com ' era da questo profluvio di deliri 'deontologici', che io chiamerei piuttosto 'deontoillogici' , per la loro assurdità, che ne rendeva evidente la strumentalità. Anche a casa mia mia moglie notava che ero sempre logorato da questa sorda guerra che i colleghi più famelici mi avevano dichiarato.
Un giorno mi giunse una telefonata in studio. Era il presidente dell' ordine degli avvocati della mia città che mi convocava da lui per un colloquio riservato. " Debbo farle gravi comunicazioni personali " - mi disse quell'autentico pallone gonfiato - "nel suo interesse ... io voglio aiutarla..." La telefonata trasudava ipocrisia laccata e falsità. Un vero coccodrillo ipocrita, il Presidente. Pensai fra me : si sono accorti che sono lograto dagli esposti e che la mia immagine in tribunale scrichciola ... credono sia giunto il momento per 'propormi' il loro ricatto ...
Mi recai dal Presidente nel suo studio, nei cui confronti lo Studio Ovale della Casa Bianca sembra la sala di un maggiordomo di terz'ordine. Venni fatto accomodare nello studio privato , ove campeggiava un enrome globo terracqueo del secolo XV ( in puro stile "megalomania deontologica") da un invecchiato praticante dall' aria seria e grave di un vecchio pinguino bislungo, incravattato com'era in un frac con cravatta " d'ordinanza". ( Quella delle cravatte, era una mania del Presidente, che era capace di processare gli avvocati che girassero senza tale aggeggio da impiccati al collo. Memorabili le sue veline inviate ai colleghi in proposito. Roba da ridere, se non fosse che quegli zombi dei miei colleghi prendevano più sul serio tali mani - pericolose per la normale intelligenza delle persone - che non i codici penali).
Incravattato anch' io, mi presentai al cospetto dell' Esimio Presidente dell' Ordine degli Avvocati, per l'occasione in cravatta "regimental".
Accarezzando con voluttà quasi erotica l'enorme globo terracqueo alla sua destra, mi disse con voce metallica : "Caro e stimato collega ! Sono molto lieto che Ella abbia accettato questo mio gentile invito. Sa, noi dell' Ordine abbiamo moto a cuore la sua situazione professionale (NDR : su questo non c'erano dubbi !) . Sì, ci sono un po' di esposti deontologici contro di Lei ... stiamo preparando qualche istruttoria ... presto fisseremo un po' di udienze ... Che vicende spiacevoli, non trova anche lei ? Ci sarebbe un modo per chiudere tutte queste sgrade-e-e-e-voli pendenze ..."
A questo punto il Presidene fece una pausa studiata ed accarezzò di nuovo il globo terracqueo ... credo stesse accarezzando con voluttà la Patagonia o il Madagascar .... in cuor mio gli augurai sinceramente di andare a finire lì i suoi giorni da strozzino .... Il Presidente riprese il discorso. Sfoderò il suo pezzo forte ( che mi aspettavo) : l' estorsione con ricatto :
" Noi potremmo chiudere subito gli esposti contro di Lei senza processarla. Sa, se non si ha un occhio di riguardo per i Colleghi ... ( NDR : io direi un "occhio di riguardo" verso il loro "adocchiato " e bramato portafogli ...) ... sì, potremmo chiudere tutto già alla prossima adunanza plenaria ... però ci vorrebbe un gesto di 'buona volontà' da parte sua ... Lei capisce, vero .... Lei dovrebbe, caro e stimato collega, rinunciare alla carica di Vice-Presidente della Società Sportiva Y ... farci avere una copia delle sue dimissioni ... presto .... così possiamo chiudere questi spiacevoli esposti quanto prima .... non dica niente ...so che mi vuole ringraziare ... non mi metta a disagio .. è la mia natura essere generoso ....Adesso può andare. lasci in segreteria la prossima settimana la copia della lettera di dimissioni. Buongiorno, collega".

****
Che altro potei fare ?
Abbandonai la Società Sportiva, l'unico cespite professionale che avevo e che mi dava delle prospettive di crescita professionale. Altri volevano quell'incarico. Ed altri lo ottennero.
Cinque giorni dopo, sulla scrivania del Presidente, vicino al globo terracqueo, c'era una copia delle mie dimissioni imediate ed irrevocabili dalla Società Sportiva Y.
Gli esposti finirono.
Ed io dovetti ricominciare daccapo a cercarmi uno spazio per vivere.
***
Questa è la 'democrazia'.
Questo è l' ordine degli avvocati.
E l'ordine regna sovrano ....
Dichiarazione rilasciata in data 24 aprile, 1999.
Avvocato Anonimo.
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