Continua la pubblicazione di capitoli del libro "Anonima Estorsioni. La verità sull'ordine forense". Ringrazio le testate on line e i siti che pubblicano questi articoli e poco alla volta ne segnalerò i link in calce agli articoli stessi. E' la volta oggi della pubblicazione di una querela autentica per fatti gravissimi. l'autore è un avvocato. dispongo del documento originale. Ho modificato solo i nomi dei protagonisti per ovvie ragioni e qualche singolo passaggio della querela per mere ragioni di scorrevolezza del testo. A breve renderò pubblico l'esito della querela stessa. Vogliamo vedere come si comporta l'autorità giudiziaria in indagini in cui sono coinvolti elementi della cricca forense ? .... (non ditemi che lo avete già capito, maliziosi Lettori..).
DIETRO LE QUINTE : UNA CRICCA DI MALAFFARE.

Alla procura presso il tribunale di ****. ATTO DI DENUNCIA QUERELA.
Il sottoscritto avvocato A*** B **** residente in *** porta a conoscenza dell' Autorità penale una serie di fatti ed accadimenti , costituenti specifiche violazioni della legge penale, aggravate in tal senso dalla particolare posizione dei soggetti autori di tali violazioni. Costoro, quand 'anche non fossero direttamente gli autori dei fatti gravissimi che vado a esporre, sono in ogni caso coloro i quali l'illecita condotta appare di fatto ricollegabile. La loro posizione dalla esposizione dei fatti che vado a svolgere oscilla fra quella degli esecutori materiali, degli istigatori o dei mandanti. Costoro hanno comunque utilizzato dei corpi del reato ( documenti sottratti con destrezza presso il mio Studio Legale ) a fini di vantaggio personale, il che la dice lunga sul loro ruolo in questa vicenda. Questi soggetti sono il presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati della città di *** e suoi sodali. Ma andiamo con ordine.
Come ho scoperto questa disgustosa vicenda ....
Ho esaminato poco tempo fa gli atti di un fascicolo penale nei miei riguardi derivante dalla querela di certa Monica Belvolto, ex impiegata presso il mio studio legale. sono trasecolato da quello che ho scoperto agli atti di questo procedimento. Ho scoperto de visu la presenza in tale fascicolo, a corredo della denuncia presentata in data 23.02.1998 dalla Monica Belvolto nei miie confronti, di un originale di documento di esclusiva ed assoluta pertinenza a proprietà del sottoscritto , che doveva trovarsi presso il mio Studio legale. Trattasi di un documento da me mai affidato nè concesso a terzi, ma da terzi ( presumibilmente dalla stessa Monica Belvolto) sottratto furtivamente dallo studio professionale del sottoscritto, in epoca collocabile nel periodo gennaio/febbraio 1999 ( quando la Belvolto lavorava ancora da me ).
Inoltre ho scoperto un'altra circostanza molto significativa : molti documenti , all'interno del fascicolo della procura, in particolare la "diffida stragiudiziale " del 12-2-99 e l' "atto di querela" del 23-2-99, risultavano palesemente ricollegabili come grafia, esposizine, terminologia e contenuti, ai documenti confezionati dalla segreteria dell' Ordine degli avvocati di ****, nonchè agli atti provenienti dallo studio legale dell' avv. Quaglia di *** e membro del relativo consiglio dell' ordine....

In tal senso gli iniziali miei sospetti che la condotta della citata Belvolto originariamente improntati alla totale collaborazione lavorativa, alla reciproca solidarietà ed assoluta cordialità, fossero stati intenzionalmente e miratamente indirizzati da terzi verso manifestazioni di ostilità, fino alla palese contrapposizione e all' aperto contrasto con il sottoscritto, trovavano intetrale e documentale conferma, dall'apprendimento in sede di interrogatorio del 3-6-2000, avanti al delegato di Polizia Giudiziaria dei seguenti particolari.
Ancora in data 5-2-99 , costanza di rapporto lavorativo collaborativo fra il mio studio legale e la Belvolto Monica, questa era stata convocata a colloquio personale dall 'avvocato Giangiacomo De' Cavillis ( vedi allegato) , Presidente in carica dell' ordine professionale forense di ***. E' emerso, inoltre, che la medesima Belvolto aveva richiesto, prima di avviare un rapporto di lavoro con il sottoscritto, di poter svolgere attività professsionale nello studio dell' avvocato Girolamo Quaglia, siciliano come la citata Belvolto Monica ed alla stessa "raccomandatogli"da conterranei ....
In sintesi, solo alla lettura degli atti del richiamato fascicolo penale, lo scrivente poteva avvedersi di quanto successoe ricollegare gli episodi succeditsi dopo il "colloquio" intrattenuto privatamente dalla Belvolto con l'avvocato De' Cavillis : il progressivo ed ineluttabile decadimento del rapporto lavorativo ed interpersonale con la Belvolto, la sottrazione mirata di documenti dal mio studio legale da utilizzarsi nella successiva azione legale di tipo sindacal-disciplinare intentatami dalla Belvolto ( con il patrocinio degli avvocati Quaglia e De' Cavillis..) , il pilotato opportunismo della stessa che aveva continuato disinvoltamente a frequentare tranquillamente lo studio professionale del sottoscritto fino al 12-2-99. Successivamente, agiva contro di me avanti al consiglio dell' ordine per questioni sindacal-disciplinari e mi revocava contestualmente un mandato in una causa civile per affidarlo al duo Quaglia & De' Busillis...

In data 12-2-99 , infatti, la Belvolto Monica inviava una comunicazione racc.a.r. avente per oggetto la "rinuncia al mandato" ( vedi allegato) , lettera con grafia simile o identica a quella dellos tudio dell'avv. Girolamo Quaglia, mentre , parimenti, sempre nella medesima giornata, la solita Belvolto Monica provvedeva addirittura a notificare allo scrivente una "diffida stragiudiziale" ( vedi allegato) , atto con grafia del tutto simile o identica a quelli proveniente dal Consiglio dell' Ordine avvocati di ***, in data 23-2-99. Infine, la stessa depositava avanti alla procura di ***, querela redatta su atto dattiloscritto, costituita da ben 5 pagine, con l' incredibile produzione in originale del documento precedentemente sottratto con destrezza....
I richiamati iniziali sospetti che dietro la condotta della Belvolto Monica si celasse la illuminata ed ispirata opera del Presidente dell' Ordine degli avvocati di *** (con il quale lo scrivente ha da molti anni un rapporto di grave inimicizia ), nonchè di altri legali di *** servilmente legati alle direttive del Presidente della categoria , trovavano pesante conferma dall'elementare considerazione che segue.
Nel periodo in oggetto la Belvolto Monica , ospitata assieme al marito "disoccupato" ed ai due figli piccoli in una modesta sistemazione di fortuna sita nel borgo di Colle Fiorito, la stessa non era certo in grado - non avendo il possesso di una macchina da scrivere, nè di carta e buste, nè di specifici fogli uso bollo, nè tanto meno di marche od atti giudiziali ... - se non avvalendosi dell' interessata opera di professionisti ( NDR : io direi di professionisti della truffa e dell' estorsione....)
Di seguito, sempre la lettura degli atti del medesimo procedimento, mi permetteva di apprendere un 'altra circostanza che fa pensare seriamente ad un previo concerto fra i tre ( Monica Belviso, avv. Girolamo Quaglia, avv. Gian Giacomo De ' Cavillis) nella 'operazione' in mio danno concretizzantasi in sottrazione di documenti riservati nel mio studio, nonchè di altre informazioni utili per intentarmi la causa disciplinare per cui si controverte. Dalla deposizione resa in atti dall'avv. G.Quaglia si può apprendere che la citata Belviso Monica si era presentata ad un colloquo riservato dallo stesso professionista, anche dopo il decadimento del rapporto con il sottoscritto e che in tale occasione l'avv. Quaglia, esamita la situazione ed i documenti della Belviso ebbe cura di telefonare all'avv.G.G.De' Cavillis in presenza della stessa !! Si consideri a questo punto : 1) l'improvviso mutamento della condotta presso di me della Belviso Monica dopo l'iniziale colloquio con l'avv. Giangiacomo de' Cavillis , 2) la sparizione dei documenti originali del mio studio che ritrovo qui agli atti contro di me, 3) la immediata recezione da parte mia di ben tre atti documenti dettagliatamente dattiloscritti con modalità e terminologia forensi asseritamente a firma Belviso, 4) l'esame della deposizione del'avv. Quaglia, 5) la parallela 'rinuncia al mandato' da parte della Belviso in vertenza da me patrocinata e la successiva nomina di Quaglia e Cavlissi come legali subentranti, 6) il deposito dei documenti trafugati dal mio Studio Legale nello studio del presidente dell' ordine G.G.De' Cavillis, consentono senza ombra di dubbio di concludere con l'attribuzione all' avv. Giangiacomo De' Cavillis e al'avv. Girolamo Quaglia della ideazione , predisposizione , redazione, spedizione, notifica e deposito di tutta la documentazione cartolare ( lettera racc.a.r, diffida stragiudiziale, querela) dal sottoscritto ricevuta, dopo la richiamata data del 5-3-99. Si consideri che il de' cavlissi, che ha avuto un ruolo direttivo in tutto ciò, è contestualmente mio "giudice" in sede discicplinare, pur avendo aiutato la Belviso ( denunciante contro di me) ad architettare questa operazione e a porla in essere. Come può essere un giudice equo nei miei confronti costui ?

la legge è eguale per tutti ?
Il consiglio dell' ordine degli avvocati risponde dei reati che commette ?
Questi gli antefatti, di per sè sinonimo di un grave e diffuso malcostume professsionale , in ordine al quale, gli organi a ciò preposti, lungi dal porvi rimedio, risultano addirittura, in qualche misura compartecipi od interessati. Il punto è che, dagli atti e dai documenti esaminati, emerge una grave e diretta responsabilità penale (vedi allegato) non solo, o non già della citata Belviso Monica, per la quale è stata - ovviamente - avviata autonoma iniziativa penale ( vedi allegato), bensì degli stessi professionisti citati nella presente denuncia, specificatamente indicati negli atti della procura : l'avvocato Gian Giacomo de' cavillis e l'avv. Girolamo Quaglia, con l'aggravante, il primo, della funzione istituzionale dallo stesso ricoperta e delle attribuzioni allo stesso demandate !

Atteso, infatti, che la "diffida stragiudiziale" del 12-2-99, sula base delle risultanze emerse, nonchè sulla base dei riscontri personali acquisiti dal sottoscritto, risulta predisposta dalla segreteria del consiglio dell' ordine avvocati di ****, su specifica indicazione dell' avv. G.G. De' Cavillis, atteso, parimenti, che la "querela" del 23-2-99 è stata parimenti predipsosta dallo studio avv. Girolamo Quaglia , su specifiche indicazioni dell' avv. G.G.De' Cavillis, si pone il problema della 'collocazione' in tale contesto del documento origimale allegato ala citata querela ( vedi allegato) , documento di palese ed evidente originale delittuosa ( è stato rubato nel mio studio legale in tutta evidenza dalla citata Belviso Monica).
Siamo di a circostanze che fanno pensare alla commissione del reato di ricettazione . Ho già inoltrato querela per il reato prodromico a questo ( furto del documento ad opera di Belviso Monica e a mezo violazione di domicilio) ,ma pare evidente che sia l'avv. G.G.de' cavillis che l' avv. Girolamo Quaglia non possono essere considerati estranei alla ricettazione della cosa proveniente da reato, olvvero estranei alla intrromissione alla ricettazione intendeo con tale espressione la realizzazione , anche in musura parziale o intermediata di un elemento del processo acquisito od anche meramente conoscitivo , della cosa proveniente da reato.
Insomma è del tutto evidente e pacifico che i citati avv.ti De' Cavillis e Quaglia erano a conoscenza ( eccome ! ..) del possesso o dela detenzione da parte della Belvolto Monica di un oggetto di provenienza delittuosa ed hanno parimenti ricevuto tale oggetto o si sono intromessi nella ricezione , nell'esame, nella acquisizione o nella semplice conoscenza di tale oggetto - prova ne sia la sua produzione in allegato alla querela.
Ma io subodorerei di più : come faceva la Belvolto Monica, digiuna di diritto, a sapere che , fra i tanti documenti del mio studio, propro quello aveva rilevanza ai fini del procedimento che mi venne intentato ? Chi le ha 'illuminato' le sue scarse cognizioni giuridiche ? Chi le ha segnalato l' 'opportunità ' di 'prelevare' proprio quel documento ? sono quesiti che hanno una sola ed evidente risposta che conduce ai nominativi dei citati Quaglia e De' Cavillis....
Costoro in ogni caso, una volta avuto per le mani tale documento in originale, non potevano non capire che esso era di provenienza furtiva ed era stato sottratto dal mio studio legale. Rimarco che non di due sprovveduti si tratta, ma di due esperti professionisti del settore ( NDR : di quale settore ? Quello della criminalità organizzata ?) , siuramente non privi di quele specifiche conoscenze di fatto e di diritto , per cui non si può considerare verosimile che essi non sapessero che quel documento era frutto di un furto ai miei danni. E direi che non sarebbe opportuno sottolineare il fatto dei comprovati rapporti di ostilità ed inimicizia fra il consiglio dell ' ordine ed il sottoscritto, circostanza che fa propendere per una ancor più inquietante ricostruzione dell' accaduto che vede il duo Quaglia & de' Cavillis quali artefici a monte del furto che mi è stato compiuto. Oserei dire che si tratta di un furto su commisssione..... In ogni caso è evidente e indiscutibile che il duo Quaglia & De' Cavillis, quando ha avuto per le mani l'agognato documento, non lo ha certo fatto restituire (in modo diretto o indiretto, al limite anche senza smascherare la Belvolto Monica che lo aveva rubato) al sottoscritto, pur essendone chiara la provenienza furtiva. Anzi, lo ha utilizzato per una azione legale nei miei confronti !

Da qualsiasi angolatora si voglia esaminare la questione, appare evidente la realizzazione in capo ai citati avvocati De' Cavillis e Quaglia la commissione del reato di ricettazione .
Tutto ciò premesso, il sottoscritto propone con il presente atto formale DENUNCIA contro l'avv. Gian Giacomo De' Cavillis ( presidente del consiglio dell' ordine degli avvocati di ***) e contro l'avv. Girolamo Quaglia (consigliere e tesoriere del medesimo ente) , affinchè l'autorità competente , effettuati gli opportuni accertamenti, voglia procedere penalmente contro gli stessi, in ordine al reato di cui all' art. 648 cp ed ogni altra ipotesi direato sia ravvisabile nella condotta degli stessi. Allega alla presente denuncia copia dei documenti descritti nella narrativa del presente atto, con espressa riserva di costiturisi parte civile nel procedimento penale avviato,a llos copo di ottenere l'integrale risaricmento dei gravissimi danni patrimoniali , morali e di immagine subiti. Chiede , infine, di essere tempestivamente notiziato nella denegata ipotesi di richiesta di archiviazione della presente denuncia.
In fede : avvocato A**** B*****
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